Romanità

AMOR di ROMA.

E che dire di più? Per i nativi della capitale l’amore per la propria città, per la propria patria è davvero tutto! C’è amore in tutto quello che facciamo: c’è amore per la storia che ci portiamo sulle spalle, c’è amore nei monumenti e nelle rovine che ci circondano, c’è amore nei racconti sulla città di genitori e nonni, c’è amore persino nel traffico sulle strade perché, nonostante lo stress ( e non è poco) che questo ci provoca, basta alzare lo sguardo e ritrovarsi al proprio fianco, a seconda di dove siamo, il Colosseo, la Fontana di Trevi, il Pantheon, Piazza di Spagna, la colonna di Marco Aurelio… e chi più ne ha più ne metta! E si rimane li, imbambolati, ad ammirare tutte quelle meraviglie che ci sono state donate, e non puoi che apprezzarle.

Una città unicamente storica, suggestiva, artistica che non può che alimentare il tuo estro creativo, la tua passione nella vita, soprattutto nella cucina.

Spesso si parla a sproposito della “romanità” in senso dispregiativo per indicare il cittadino romano come una persona rozza, ignorante, coatta; ovviamente esistono persone di questo tipo, nella stessa misura in cui ne esistono in tutte le altre città d’Italia, ma Roma non è solo questo.

Romanità

Romanità

Sfatiamo dunque il mito che vede procedere come una coppia inseparabile il binomio romano=”burino”; il cittadino romano è un sognatore ad occhi aperti, è estremamente creativo (come potrebbe non esserlo!) , è predisposto ad aprirsi ad altre culture di civiltà lontane, è un giocherellone, il cittadino romano è innamorato.

Si è proprio questa la parola chiave, e riversa questo sentimento in tutto ciò che fa, in qualunque sia la professione da esso svolta, puntando sempre al meglio e cercando di non deludere mai coloro che lo circondano.

Eccola qui la famosa “romanità”, altro che ignoranza e rozzaggine… è orgoglio, è vita! E noi dell’Accademia siamo orgogliosi delle nostre origini, che abbiamo deciso di riproporre in rivisitazioni dei più tradizionali piatti capitolini.